Gli eroi improbabili dei Mondiali
La prima vera sorpresa del Mondiale è arrivata. A pagare dazio è la Germania che, dopo il trionfo in Brasile nel 2014, nelle successive tre edizioni non è più riuscita ad accedere agli ottavi di finale. Festeggia invece il Paraguay, l’outsider che ha scritto la storia superando per la prima volta il turno nella fase a eliminazione diretta nei Mondiali contro un’avversaria europea.
L’impresa dei ragazzi di Alfaro
Dopo un primo tempo in cui i tedeschi sembravano in controllo, l’incornata di Enciso gela la squadra di Nagelsmann. Una rete per certi versi storica, la prima realizzata dai sudamericani in una gara a eliminazione diretta dei Mondiali, dopo le zero messe a referto nelle cinque precedenti. La Germania pareggia con Havertz a inizio ripresa, portando la sfida ai supplementari dove l’equilibrio resta intatto.
Nella lotteria dei rigori l’eroe di serata è il portiere Orlando Gill, che neutralizza i rigori di Havertz e Woltemade, ma la storia la scrive José Canale. Difensore alla soglia dei 30 anni, al suo primo Mondiale e alla prima da titolare con la sua nazionale, calcia il primo rigore della sua carriera e consegna al Paraguay la qualificazione, interrompendo il record di cinque successi consecutivi della Germania nella fase a eliminazione diretta. Portano bene invece i rigori al Paraguay, vincente anche nell’unico precedente contro il Giappone agli ottavi del 2010.
Quando Davide batte Golia: le storiche imprese dei Mondiali
L’impresa del Paraguay non è isolata. Il parallelismo più immediato risale al Mondiale 2018, quando la favoritissima Spagna venne estromessa agli ottavi dai padroni di casa della Russia. Le Furie Rosse, dopo l’1-1 nei 120 minuti, caddero ai rigori, così come nell’edizione successiva (Qatar 2022) quando a trionfare, sempre agli ottavi, fu il Marocco. I Leoni dell’Atlante furono la grande sorpresa della manifestazione, eliminando ai quarti anche il Portogallo e diventando la prima nazionale africana a raggiungere la semifinale di un Mondiale. Andando più a ritroso nel tempo, emblematica fu l’eliminazione della Germania, campione del mondo in carica, ai quarti di finale di Usa ‘94 contro la Bulgaria. Una vera e propria impresa quella dei balcanici, che ribaltarono nel finale l’iniziale rete di Matthäus. Più tardi, ai Mondiali 2002, anche la Corea del Sud si rese protagonista di una doppia rumorosa vittoria, quando eliminò, pur con arbitraggi controversi, in successione prima l’Italia e poi la Spagna.
La gloria non ha età José Canale è solo l’ultimo dei rigoristi per una notte che hanno fatto festeggiare una nazione. L’esempio più caro a noi italiani risale al 2006: Fabio Grosso guadagna la convocazione al suo primo Mondiale, risultando decisivo nell’arco della competizione e realizzando lo storico ultimo rigore in finale contro la Francia. L’esempio più vicino a Josè Canale viene però sempre dal Sud America. Michael Umaña, difensore centrale della Costa Rica, portò la sua nazionale dove mai era arrivata. Al Mondiale 2014, la squadra dell’allora CT Jorge Pinto si qualificò per la prima volta in assoluto ai quarti di finale battendo la Grecia ai rigori, dove il tiro decisivo fu realizzato proprio dal 32enne Umaña.
Si annoverano invece diversi altri protagonisti “datati” che alla loro prima occasione in una Coppa del Mondo hanno lasciato il segno. Wout Weghorst, 30 anni, firmò una clamorosa doppietta da subentrato contro l’Argentina nel 2022, portando la sfida ai rigori (con trionfo finale dell’Albiceleste poi campione del mondo). Un altro esempio è Martin Palermo, quando ottenne la convocazione ai Mondiali 2010 all’età di 37 anni siglando ai gironi la rete del definitivo 2-0 della sua Argentina contro la Grecia. Solo i più romantici ricorderanno poi Felipe Baloy, che realizzò il primo storico gol del Panama in un campionato del mondo, anche lui a 37 anni, nel 2018. Nella stessa edizione, un ruolo da protagonista se lo ritagliò Iago Aspas: al debutto mondiale a 31 anni, segnò di tacco al 92’ il gol del 2-2 contro il Marocco nell’ultima gara della fase a gironi, fallendo però il rigore che costò agli iberici l’eliminazione agli ottavi contro la Russia.







