Haaland da Pallone d’Oro: i numeri del fenomeno che fa sognare la Norvegia
Ci sono bomber, fuoriclasse e fenomeni. Erling Haaland sembra appartenere a una categoria tutta sua: una macchina da gol capace di trasformare l’eccezionale in ordinaria amministrazione. I due gol rifilati al Brasile sono l’emblema di un attaccante capace di trovare la via della rete in qualsiasi modo e già arrivato a quota 7 centri al suo primo Mondiale. Un traguardo raggiunto da soli otto calciatori, l’ultimo dei quali il polacco Grzegorz Lato nel 1974. Quando il pallone transita nella sua zona, i portieri tremano: i suoi 7 gol sono arrivati con appena 18 tiri tentati, una percentuale realizzativa del 39%. Tra i giocatori con almeno 15 conclusioni, è la migliore percentuale di conversione in una singola edizione della Coppa del Mondo dai tempi di Gary Lineker nel 1986, quando realizzò 6 gol con 15 tiri (40%).
Destinazione Pallone d’Oro?

Numeri e prestazioni non mentono: il gigante biondo è al momento uno dei candidati più autorevoli alla conquista del Pallone d’Oro, anche se molto dipenderà probabilmente dal cammino americano della sua Norvegia. Con la maglia del Man City, Haaland ha messo insieme 38 gol in 52 partite, confermandosi su livelli altissimi in una stagione in cui il rendimento individuale non è stato accompagnato da risultati di squadra altrettanto dominanti. Il Mondiale da protagonista può tuttavia cambiare gli equilibri.
Mai reti banali per il centravanti norvegese: quattro delle sette marcature sono risultate decisive per la vittoria della sua nazionale. Solo Lato (1974) e l’italiano Salvatore Schillaci (1990) ne hanno realizzati di più (5) in una singola edizione nella storia della competizione. Un vero valore aggiunto per la Norvegia, con la quale ha segnato in ognuna delle sue ultime 14 presenze in competizioni ufficiali. L’attaccante scandinavo è andato a bersaglio in ognuna delle sue prime quattro gare disputate. L’ultimo europeo a centrare questo traguardo fu Christian Vieri con l’Italia nel 1998. Prima di lui, inoltre, gli ultimi a segnare due gol contro il Brasile al Mondiale furono Toni Kroos e André Schürrle, entrambi autori di una doppietta nella disfatta verdeoro che vide la Germania imporsi per 7-1 nelle semifinali del 2014.
Complessivamente, Erling Haaland ha segnato 62 gol in 54 presenze con la maglia della Norvegia (1.15 in media a partita). In particolare, nelle ultime 10 gare giocate con la sua nazionale, vanta ben 19 marcature (1.9 a gara). Numeri impressionanti.
Norvegia, dove può arrivare?

I Vichinghi, trascinati dal suo fuoriclasse, sono certamente una delle note più liete di questi campionati del mondo. Riduttivo considerarli una semplice sorpresa, in particolar modo per il Brasile. La Norvegia è, infatti, l’unica nazionale che i verdeoro hanno affrontato senza mai riuscire a vincere (tre sconfitte e due pareggi). Il successo di domenica sera rappresenta una tappa storica che conduce gli scandinavi ai quarti di finale di una grande competizione internazionale per la prima volta nella storia. E adesso non hanno intenzione di smettere di sognare. Il prossimo avversario sarà l’Inghilterra, contro la quale la Norvegia ha vinto solo due volte non riuscendo a segnare in nessuna delle ultime quattro sfide, l’ultima delle quali andata in scena nell’amichevole del settembre 2014. La squadra del CT Solbakken, però, è ormai una realtà consapevole della propria forza. I numeri offensivi raccontano di una nazionale seconda solo alla Francia per gol segnati. Ben 5 dei 12 realizzati, inoltre, sono arrivati dopo il 76° minuto, peculiarità eguagliata solo dal Marocco. Contro gli inglesi è anche l’opportunità di spezzare il tabù che vede la Norvegia mai vincente ai Mondiali contro squadre europee: nei 6 precedenti sono arrivati 2 pareggi e 4 sconfitte.
Il rovescio della medaglia è una tenuta difensiva ancora da affinare: a fare da contraltare ci sono infatti i 9 gol incassati, con ancora nessun clean sheet.
L’unica squadra ad aver raggiunto la semifinale della competizione avendo sia realizzato che incassato almeno 10 reti nel torneo è stata la Germania nel 1954 (16 gol fatti, 11 subiti).
Un cammino difficile, ma la Norvegia ormai non nasconde più le proprie ambizioni.







