LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI? RESTA LA MIGLIORE
LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI? RESTA LA MIGLIORE
Tra passato, presente e futuro del ruolo più difficile del calcio, abbiamo raccolto il punto di vista di chi i pali li ha vissuti da protagonista.
In un’intervista senza filtri, Marco, ex portiere e oggi tecnico, ci porta dentro la “scuola italiana dei numeri 1”, tra promesse pronte a esplodere, big in bilico e riflessioni sul mercato.
Donnarumma, Maignan, Svilar, Meret, Di Gregorio, Sommer, De Gea e Carnesecchi: cosa ci aspetta tra i pali nella prossima stagione?
Una chiacchierata esclusiva, per chi ama il calcio visto con i guanti addosso.
Nel panorama calcistico italiano, pochi ruoli vivono una trasformazione continua quanto quello del portiere. Tra dualismi, rinnovi e possibili addii illustri, abbiamo intervistato Marco – ex estremo difensore e oggi tecnico – per fare il punto sul presente e sul futuro del ruolo più delicato in campo.
Marco, partiamo dallo stato di salute della storica scuola dei portieri italiana. È ancora un’eccellenza riconosciuta?
“Assolutamente sì. La scuola italiana resta la migliore. Abbiamo una metodologia d’insegnamento che funziona, sia con i giovani che con gli stranieri. Chi arriva qui e lavora con i nostri preparatori migliora subito. Se devo fare un nome per il futuro, dico Deplanches: ha tutte le carte in regola, spero trovi continuità e sicurezza.”
Maignan è al centro di tante voci. Se dovesse davvero lasciare il Milan, chi vedresti come erede?
“Mi auguro che resti. Ma se dovesse andare via, sogno un ritorno di Donnarumma. Anche se io, purtroppo, ho smesso e non posso più giocare…”
Svilar ha chiuso una grande stagione con la Roma e ora si parla di rinnovo. Sarà lui il portiere del nuovo corso targato Gasperini?
“Me lo auguro. Ha fatto un’annata splendida con Ranieri, è stato determinante. Ha tante richieste, ma può diventare un punto fermo anche nella Roma di Gasp.”
Anche Meret ha rinnovato con il Napoli. Porta azzurra al sicuro?
“Senza dubbio. Alex ha dimostrato grande maturità, soprattutto nei momenti cruciali. È stato decisivo e ha dato al Napoli quei punti che hanno fatto la differenza.”
A Torino, Di Gregorio si è preso la scena. Perin valuta l’addio. Come leggi questo scenario?
“Di Gregorio ha fatto qualcosa di importante, non era facile inserirsi così dopo Szczęsny. Mi dispiace per Perin, lo considero un grande portiere. Se dovesse andare via, spero trovi una squadra che gli dia continuità.”
Sommer è stato tra i protagonisti della stagione dell’Inter. I tifosi nerazzurri possono stare tranquilli?
“Sommer è una garanzia. Ha avuto un impatto immediato e determinante. È stato uno dei protagonisti del cammino europeo. Ha ancora molto da dare.”
Alla Lazio tiene banco il dualismo Mandas-Provedel. Come vedi questa alternanza?
“I dualismi possono essere positivi, ma serve chiarezza. Con il ritorno di Sarri credo che Provedel tornerà titolare.”
De Gea è stato uno dei migliori portieri della stagione, sorprendendo tutti a Firenze. Anche te?
“Mi ha stupito per il rendimento, non per la personalità. Dopo un anno fermo ha dimostrato di essere un grande professionista. Firenze ha fatto un colpaccio.”
Chi sarà, secondo te, l’outsider tra i pali nella prossima stagione?
“Dico Carnesecchi, anche se ormai non è più una sorpresa. È già tra i migliori.”
Infine, che estate sarà per te?
“Un’estate di lavoro. Parteciperò a eventi benefici, ho in programma colloqui con club, ma soprattutto sarò concentrato sulla costruzione della mia squadra. Rimarrò a Sondrio: con le Olimpiadi invernali in arrivo, vogliamo far crescere lo sport valtellinese anche attraverso il calcio. È un territorio che merita visibilità.”












