La Serie A al Mondiale: i migliori e i peggiori della spedizione americana
Tempo di lettura:
4 min
Il rendimento al Mondiale degli “italiani” impegnati alla Coppa del Mondo: brillano Lautaro Martinez e De Ketelaere, ma non mancano delusioni eccellenti
Non è stato un Mondiale particolarmente esaltante per la nostra Serie A. Non bastasse la dolorosa assenza della nazionale azzurra, per i 66 giocatori del campionato italiano convocati dai rispettivi Paesi c’è stato poco da sorridere. Nella Spagna campione del mondo non figura alcun rappresentante del nostro campionato, mentre sono in pochi ad aver lasciato il segno con il proprio contributo.
I TOP: Lautaro fattore, De Ketelaere certezza
- Se l’Argentina è arrivata a giocarsi la possibilità di mettere in bacheca il secondo Mondiale consecutivo lo deve anche a Lautaro Martinez. Il capitano dell’Inter si è rivelato tra gli uomini decisivi dell’Albiceleste: 3 reti e un assist, tutti da subentrato, dati a cui vanno aggiunte le tre grandi occasioni create in un totale di 7 gare disputate (4 da titolare). L’apoteosi per il Toro è arrivata nella semifinale con l’Inghilterra, quando il suo gol al 92’ ha condotto la squadra di Scaloni alla finalissima. L’unico rammarico resta il mancato impiego nell’ultimo atto contro la Spagna.
- Un’altra delle note liete proveniente dalla nostra Serie A è Charles De Ketelaere. Il talento dell’Atalanta è sceso in campo in tutte e cinque le gare del suo Belgio, per una media di 71 minuti giocati a partita. Tra i dati spicca la capacità di conversione a rete, considerando che il classe 2001 ha messo a segno 3 gol con un 1.48 di xG. Per lui anche un assist e la soddisfazione di essere stato l’unico in grado di segnare alla Spagna campione del mondo.

- C’è anche un altro interista tra i migliori. Dopo un’annata di alti e bassi in nerazzurro, Petar Sucic è stato uno dei pochi a salvarsi nel deludente cammino della Croazia. Quattro gare disputate, un gol (che ha aperto le marcature nella sfida vinta 2-1 contro il Ghana) e un assist per lui, con un rendimento generale molto positivo.
- In casa Francia, si è confermato un pilastro della rosa di Deschamps Adrien Rabiot. Per lui un assist per Barcola all’esordio contro il Senegal e un ottimo ruolino di marcia con 2 grandi occasioni create, 1.1 di passaggi chiave per partita e il 92% di passaggi completati con successo.
- Infine, non sarà stato tra i protagonisti, ma qualche segnale positivo lo juventino Jonathan David l’ha dato. Nel complesso il rendimento dell’attaccante canadese è stato altalenante, ma con la sua nazionale ha ritrovato continuità (sempre in campo nelle 5 gare disputate con una media di 84 minuti a partita) e la gioia del gol, rientrando nella cerchia di giocatori in grado di realizzare una tripletta in un Mondiale.
I FLOP: deludono i turchi, Malen non pervenuto
- Un impatto devastante in Serie A, elemento misterioso in nazionale. Donyell Malen ha trascinato la Roma in Champions League con 14 gol realizzati in sole 18 partite, rimanendo però in ombra ai Mondiali con la sua Olanda. Non ha sicuramente aiutato la posizione più defilata che gli ha ritagliato Koeman, ma sicuramente ci si aspettava di più da chi da gennaio in poi ha spaccato il campionato.
- Era tra le nazionali più attese, invece la Turchia si è rivelata una delle grandi delusioni di questa Coppa del Mondo. Stecca Hakan Calhanoglu, capitano della selezione guidata dal CT Montella: pur rimanendo il motore della manovra per km percorsi e palloni toccati, il 10 nerazzurro è mancato proprio nei momenti decisivi. I numeri finali fotografano un rendimento insolitamente sterile per i suoi standard: 0 gol, 0 assist, a fronte di un bottino di rispettivamente 9 e 4 in campionato, e nessuna giocata in grado di accendere la luce negli ultimi trenta metri.
- Discorso simile per Yildiz, una delle poche luci della travagliata stagione della Juventus. Il suo Mondiale è stato lo specchio della sfortunata spedizione turca: tanta elettricità, ma nessuna concretezza. Il talento bianconero ha cercato di caricarsi l’attacco sulle spalle, finendo spesso per predicare nel deserto senza riuscire a dare seguito ad un rendimento che ha garantito 10 reti e 6 assist alla Vecchia Signora.







