LIBERTY MEDIA ACQUISISCE LA MOTOGP. COSA CAMBIA NEL MOTOMONDIALE?
ORA È UFFICIALE: LIBERTY MEDIA ACQUISISCE LA MOTOGP. COSA CAMBIA NEL MOTOMONDIALE?
La notizia era nell’aria da qualche settimana, dopo le prime indiscrezioni d’OltreOceano. Si aspettava un annuncio ad Austin o nei GP di Formula 1 disputati negli States, invece la nota ufficiale è arrivata direttamente a ridosso di Pasqua. Liberty Media ha acquisito la MotoGP da Dorna, che continuerà a curarne la parte organizzativa e manterrà il 14% delle quote, ed è un’acquisizione a tutto tondo. I proprietari della F1 otterranno infatti anche tutte le serie collaterali (Moto2, Moto3, MotoE e il Mondiale femminile), ma anche la Superbike. Un autentico monopolio tra due e quattro ruote, dal quale saranno esclusi solo il motocross e la Formula E, oltre al mondo dell’endurance e dei rally. Ma cosa cambierà nella MotoGP, serie indipendente che stava rischiando di perdere appeal dopo il ritiro di Valentino Rossi? Scopriamolo insieme
Liberty Media fa sua la MotoGP: l’annuncio dell’acquisizione
Liberty Media, compagnia statunitense che detiene la F1 da quando la acquistò dalle mani di Bernie Ecclestone e l’ha portata (nonostante le critiche) nel terzo millennio, aggiungendo alle corse nuove modalità di sorpasso e l’esposizione su Netflix e i nuovi media, ha annunciato l’acquisto della MotoGP con una nota. “Liberty Media Corporation ha raggiunto un accordo per acquistare MotoGP, il vertice delle due ruote, con 22 dei piloti più forti al mondo che lottano su prototipi costruiti per sfidare la fisica nei più intriganti circuiti, raggiungendo velocità intorno ai 360km/h. Dalla prima stagione nel 1949, che prevedeva solo sei appuntamenti in Europa, il Motomondiale è approdato in tutto il mondo superando le venti gare stagionali in cinque continenti, con trasmissioni televisive che hanno consentito a centinaia di milioni di spettatori di assistere alle gare.
Il nuovo accordo vedrà Dorna Sports S.L, che gestisce i diritti commerciali e televisivi della MotoGP in esclusiva nel mondo, rimanere nel portfolio d’investimenti di Liberty Media come compagnia indipendente e al tempo stesso consorella di Liberty Media e della F1. Carmelo Ezpeleta, CEO dal 1994, manterrà la sua posizione e continuerà a gestire la società e il Motomondiale da Madrid col suo team. Dorna e Liberty Merdia manterranno i diritti esclusivi delle serie motociclistiche che comprendono la MotoGP, le affiliate Moto2 e Moto3, la MotoE, la Siperbike e il nuovo campionato mondiale femminile. Liberty Media – si legge – acquisirà l’86% di Dorna per un valore di 4.2 miliardi, lasciando all’attuale proprietà il restante 14% e facendosi anche carico dei debiti pregressi”.
MotoGP e F1 diventano sorelle. Ecco perché l’acquisizione di Liberty Media è storica
MotoGP e Formula 1 diventano dunque serie “parenti”, con un’acquisizione storica per le modalità e le tempistiche (rapidissime) con cui è avvenuta, che ora dovrà subire la definitiva approvazione dell’Unione Europea e dell’antitrust, essendo Dorna all’interno dell’UE e in Spagna. La compagnia statunitense, nonostante abbia deciso di lasciare il controllo a Ezpeleta, va a creare un autentico monopolio che mancava da oltre quarant’anni.
Nell’era in cui si viaggia verso le multiproprietà in ogni settore, dal calcio agli altri sport, questa volta rischia di essere determinante per la crescita della MotoGP e non solo. Col supporto di Liberty Media, le due ruote potrebbero attecchire ulteriormente negli States e in mercati sin qui poco battuti, dal Nord America al continente sudamericano. Il monopolio tra due e quattro ruote, già sperimentato da Ecclestone negli anni Ottanta prima del subentro di Dorna, potrebbe rappresentare una svolta epocale per il Motomondiale.
Liberty Media acquista MotoGP: cosa attendersi dal futuro delle due ruote?
L’acquisizione della MotoGP sarà ufficiale negli ultimi mesi dell’anno, dunque per vedere i primi reali effetti della svolta occorrerà attendere il 2025. Cosa ci si aspetta dallo sbarco di Liberty Media nelle due ruote? Sicuramente più visibilità internazionale per un Motomondiale che, nonostante lo spettacolo sia rimasto invariato e nonostante il grande duello tra Jorge Martin e Pecco Bagnaia nell’era moderna, aveva perso appeal e spettatori col ritiro di Valentino Rossi e il calo prestazionale di Marc Marquez. Sicuramente più sponsor e introiti per una categoria che, come si evince dalla nota dell’acquisizione, aveva un importante debito pregresso.
Ma ci sono anche altri scenari in gioco. Nel futuro, non sarà così impensabile che MotoGP e F1 vadano a diventare serie “sorelle” anche nella programmazione. Immaginatevi un weekend in cui le due e le quattro ruote vanno a gareggiare sullo stesso circuito, nelle stesse giornate, “trainandosi” a vicenda come visibilità mediatica. Oppure immaginatevi gli iconici circuiti dell’una o dell’altra serie (Assen e Montecarlo, per citarne due) che vengono utilizzati laddove non si era mai corso. Le possibilità sono infinite e solo dal 2025 ne capiremo di più. Sicuramente, ci aspettiamo uno scenario: una serie alla “Drive to Survive” anche per MotoGP e Superbike. Sarebbe il primo passo verso una nuova era del motorsport a due ruote.









