Malagò dopo l’elezione a Presidente della FIGC
Giovani, compattezza della squadra federale e non solo: le prime parole
Il calcio italiano ha cambiato ufficialmente volto. Il 22 giugno, Giovanni Malagò è stato eletto Presidente della FIGC con quasi il 69% dei voti, battendo Giancarlo Abete. Così, l’ex membro del CONI sarà alla guida del calcio italiano e proverà a risollevarlo dopo tre Mondiali di fila saltati e tanti problemi, strutturali ma non solo.
Malagò: “La priorità è compattare la squadra. CT? Non posso pensare a chi proviene dalle giovanili”

“La priorità è compattare la squadra federale: il presidente Gravina, con quasi l’unanimità del voto, ha trovato grandi difficoltà nel fare le riforme ed è qualcosa su cui riflettere. Poi ci sarà da impostare un discorso tecnico e sportivo, infine dovremo ripristinare un rapporto con una parte della politica. Dovremo dare delle risposte ai problemi strutturali che il mondo del calcio ha evidenziato fin qui e tutte queste priorità sono argomenti che vanno aggrediti urgentemente. Serviranno una disponibilità e una mentalità diverse, volte al cambiamento, in direzione delle riforme”.
“Sono molto contento del risultato, perché tutto ciò che era sopra il 60% di preferenza era sintomo di qualcosa di importante. Ci metteremo subito al lavoro e nella prima seduta, che è una tappa obbligata in relazione all’iscrizione dei campionati, inizieremo a rimboccarci le maniche”. Quasi scontate le domande dei giornalisti sul nuovo Ct della Nazionale: “Ribadisco ciò che ho detto nei giorni passati: non ho ancora parlato con nessuno, a partire da oggi cominceremo a metterci la testa. Ciò che posso dire è che il candidarmi è stato un atto d’amore e l’allenatore dell’Italia deve abbracciare questo discorso, questa avventura in tutto e per tutto”.

“In un altro momento storico avrei potuto sposare l’idea di un allenatore da filiera, che proviene dalle Nazionali Giovanili. Ma in questo momento, come si fa, con questa pressione di opinione pubblica, a ragionare in questo modo? Nel medio termine se si presenta l’opportunità può essere un’opzione da prendere in considerazione. Oggi come oggi bisogna tener conto della realtà in termini di budget: non si può professare sostenibilità e poi fare follie. Le risorse devono essere destinate alle componenti”.
“Innanzitutto faccio il mio in bocca al lupo a Bollini e alla Nazionale Under 19 che a breve sarà impegnata nell’Europeo. Sono rimasto sotto choc nel sentire quanti atleti al Mondiale non siano nati nel Paese della Nazionale per cui giocano. Ci tengo a precisare che in questi anni ho sempre e solo parlato di politica sportiva e quindi di Ius Soli sportivo, di cui sono stato sempre un sostenitore”.







