OLIMPIADI, LA FURIA DI CECCON: “MI ALLENO CON SIGNORE CHE FANNO ACQUAGYM”
"Il nuotatore, sempre schietto nelle sue affermazioni, denuncia lo stato delle piscine olimpiche italiane"
Il percorso verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028 è già cominciato e tutti gli occhi sono puntati su Thomas Ceccon, potenziale dominatore delle sue distanze che inoltre vorrebbe provare la virata verso i 100sl. L’olimpionico però si lamenta con forza della sua attuale situazione, che lo vede dividere la piscina d’allenamento con ospiti indesiderati, ai microfoni di Repubblica.
OLIMPIADI, LA FURIA DI CECCON: “DIVIDO LA PISCINA CON SIGNORE CHE FANNO ACQUAGYM”
"Ceccon denuncia condizioni di allenamento poco adeguate per un atleta che punta alle Olimpiadi."
La schiettezza è sempre stata una delle doti peculiari di Thomas Ceccon, che non a caso aveva criticato duramente il Villaggio Olimpico di Parigi 2024 e si era ritrovato a dormire nel parco circostante. Ai microfoni di Repubblica, il nuotatore ha lanciato un allarme in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, destinate a vederlo tra gli assoluti protagonisti nel dorso e (forse) nello stile libero.
"Condivido uno spazio in piscina con tre gruppi di signore che alle 9.30 entrano per fare acquagym. Non voglio essere maleducato, ma il loro programma prevede anche una musica alta. E a me che mi sto allenando mi deconcentra molto. Questa cosa va cambiata, non posso prepararmi così per le Olimpiadi”.
CECCON DENUNCIA: “I NUOTATORI NON VENGONO RICAMBIATI DEI LORO SFORZI”
"L’azzurro chiede strutture adeguate e più attenzione per gli atleti che rappresentano l’Italia."
Non sono stati mesi semplici, gli ultimi, per Thomas Ceccon. L’azzurro ha optato per un allenamento intensivo in Australia e ora si sta preparando, nella sua Verona, per il debutto in Coppa del Mondo e l’inizio del lungo percorso verso le Olimpiadi negli Stati Uniti. Le aspettative sono quantomeno di tre medaglie: 50 e 100 dorso, 4x100sl. Il suo programma potrebbe però ampliarsi, coi 100sl e un nuovo tentativo sui 200 dorso e i 100 delfino.
Servono dunque delle condizioni ottimali, per l’allenamento in Italia, che Ceccon non sta trovando. Il nuotatore si sfoga e chiede un intervento istituzionale, con toni duri e schietti: “Nel Nord Italia non c’è una piscina olimpionica dove allenarsi. La stanno costruendo nella zona del Cardellino, sarà a dieci corsie, ma per ora non c’è. Alla fine noi al nuoto diamo gli anni migliori della nostra vita, ma come siamo ricambiati?”.
IL NOSTRO PUNTO DI VISTA
"I campioni chiedono solo una cosa: condizioni all’altezza dei loro sogni olimpici."
Thomas Ceccon mette in evidenza una criticità strutturale che riguarda il nuoto italiano: la carenza di piscine olimpioniche adeguate per preparare competizioni di altissimo livello. Un campione del mondo e olimpico che punta a confermarsi protagonista fino a Los Angeles 2028 si trova a condividere spazi di allenamento con attività amatoriali, tra musica e corsi di acquagym che inevitabilmente disturbano la preparazione. La denuncia non è soltanto uno sfogo personale, ma un richiamo più ampio alla necessità di investire in infrastrutture sportive capaci di sostenere davvero gli atleti che portano risultati e prestigio al Paese.









