Per sempre Modric: quando l’intelligenza “cancella” il fisico
Gli dissero che era troppo magro e leggero. I numeri raccontano invece un centrocampista capace di resistere alla pressione, correre più degli altri e continuare a migliorare anche dopo i 35 anni.
MENTE VS FISICO: IL MONDIALE 2018 COME PROVA
Se il calcio fosse soltanto una questione di fisico, Luka Modric avrebbe dovuto avere un limite ben definito. Il suo Mondiale 2018 racconta invece l’opposto. Il croato è stato il centrocampista con più passaggi tentati e riusciti: 475 e 415, con una precisione dell’87%. Ma fu soprattutto quando gli avversari aumentavano la pressione che emersero le sue capacità di anticipare il gioco.
In quel torneo ha effettuato 257 passaggi sotto pressione ad alta intensità, più di qualsiasi altro giocatore, con l’85% di riuscita. Nelle ultime tre edizioni dei Mondiali, soltanto Lionel Messi ha dovuto affrontare più pressioni ad alta intensità di Modric: 920 contro 755. E in queste situazioni il croato ha completato 630 passaggi, secondo solo ai 656 di Rodri. Non si limitava quindi a “sopravvivere” alla pressione: la utilizzava per far avanzare il pallone. I suoi 146 Line Breaking Passes effettuati sotto pressione sono infatti il dato più alto del periodo, davanti ai 139 di Messi.
VERTICALIZZARE PER NON DOVER CORRERE DIETRO
La sua risposta al limite fisico non è stata correre meno, ma leggere prima la giocata. Nelle ultime tre edizioni dei Mondiali Modric ha realizzato 213 Line Breaking Passes, più di tutti, e 96 sono partiti fuori dall’ultimo terzo di campo per terminarvi dentro: almeno 17 più di qualsiasi altro giocatore. Nel 2018 ne aveva realizzati 87, record del torneo, diventati 88 nel 2022.
Ancora più significativo il dato sulle verticalizzazioni: 394 nelle ultime tre edizioni, almeno 30 più di chiunque altro. Tra i centrocampisti, il secondo è Rodri a 314. Nel 2018 Modric ne aveva effettuate 150, nel 2022 addirittura 172: quest’ultimo è il terzo miglior dato per un centrocampista in un Mondiale dal 2000, dietro soltanto alle 235 di Pirlo nel 2006 e alle 176 di Kroos nel 2014.
Anche guardando dove arrivava il pallone, il quadro è netto: 203 passaggi iniziati fuori dall’ultimo terzo e terminati al suo interno nelle ultime tre edizioni, più dei 182 di Xhaka. Nel 2018 è stato l’unico giocatore a raggiungere quota 100 in una singola edizione: 101.
CORRERE, RECUPERARE, ESSERE OVUNQUE
La teoria secondo cui Modric avrebbe compensato il fisico soltanto con la tecnica viene smentita anche dai numeri atletici. Nel 2018 ha percorso 67.4 chilometri, quarto dato del torneo; nel 2022 è salito a 77.0, sesto. Considerando le ultime tre edizioni, i suoi 180.3 chilometri rappresentano il terzo dato complessivo, dietro Perisic (184.3) e Mbappé (183.4). E dal suo primo Mondiale, nel 2006, soltanto Messi (287.7 km) e Cristiano Ronaldo (231.3) hanno corso più di lui: Modric è a 213.9.
Anche senza palla il suo rendimento è trasversale al campo. Nel 2018 ha recuperato 48 possessi, più di qualsiasi altro giocatore, compresi 29 nel terzo centrale. Nel 2022 è stato secondo per recuperi totali con 51 e primo nel terzo centrale con 30. Nella storia dei Mondiali, dal 1966, soltanto Wolfgang Overath ha recuperato più possessi di lui: 153 contro 147. Modric è inoltre uno dei soli due giocatori, insieme a Lothar Matthäus, ad averne recuperati almeno 50 nel terzo difensivo, 50 in quello centrale e 10 in quello offensivo.
LA LONGEVITÀ: DOPO I 35 ANNI È AUMENTATA LA QUALITÀ
Il dato forse più difficile da spiegare con il solo talento è quello dell’età. Nei cinque maggiori campionati europei, dopo i 35 anni Modric non ha semplicemente mantenuto il rendimento: in diverse metriche lo ha migliorato.
La media per 90 minuti dei passaggi riusciti è salita da 56.61 prima dei 35 anni a 68.97 dopo i 35; la precisione è passata dall’88.14% al 90.20%. Anche le occasioni create sono aumentate, da 1.99 a 2.11, così come gli assist, da 0.17 a 0.20. È invece calato il dato dei possessi recuperati, da 6.59 a 5.45.
MODRIC CONTRO GLI ALTRI GRANDI REGISTI: NON IL PIÙ PRECISO, MA IL PIÙ COMPLETO
Il confronto complessivo con Xavi, Kroos e Iniesta aiuta a definire ancora meglio il profilo. Modric ha completato 27.441 passaggi con una precisione dell’88.87%, inferiore a quella di Xavi (92.14%) e di Kroos (91.98%), con il tedesco che lo supera anche nei passaggi per partita, 57.77 contro 49.44.
Ma quando si aggiunge la componente verticale e creativa, il quadro cambia: Modric ha prodotto 920 occasioni create, più di Xavi (801) e Iniesta (491), mentre i suoi 8.321 passaggi in avanti sono superiori a quelli di Kroos (7.701), Xavi (2.932) e Iniesta (3.990). L’attuale giocatore del Milan non è quindi il più preciso del gruppo, ma è quello che più di tutti ha unito qualità e verticalità.
È questa, alla fine, la vera risposta a chi ne sottolineava il fisico. Modric non ha dimostrato di poter fare a meno del calcio fisico. Ha dimostrato qualcosa di più difficile: poter arrivare prima del fisico, con la testa. E quando il gioco passa da lì, un dato come quello dei 67.4 chilometri diventa soltanto una ovvia e diretta conseguenza.







