Ronaldinho, 299 gol nel segno della magia: dal PSG al Milan, passando dal suo ‘prime’ al Barcellona
Dal primo lampo in Europa alla consacrazione in blaugrana, fino alla parentesi italiana: la carriera di un fuoriclasse che ha trasformato il talento in numeri e trofei.
Ronaldinho è a un passo da un traguardo che pochi giocatori possono vantare. Al brasiliano manca infatti un solo gol per raggiungere quota 300 in carriera: sono 266 quelli realizzati con i club e 33 quelli segnati con la Nazionale. Un numero che racchiude un percorso sviluppatosi tra Francia, Spagna, Italia e Brasile, attraversando alcune delle squadre e delle competizioni più importanti del calcio mondiale. Ma dentro quei 299 gol c’è molto più della semplice capacità di trovare la porta: ci sono assist, trofei e momenti destinati a rimanere nella memoria collettiva di tutti gli amanti di questo sport.
GLI ESORDI IN EUROPA: IL PSG È IL PRIMO PALCOSCENICO
Il viaggio europeo di Ronaldinho è iniziato al Paris Saint-Germain, dove il brasiliano ha giocato nelle stagioni 2001/02 e 2002/03. Già in quella prima esperienza nel calcio del Vecchio Continente, il suo talento si è tradotto in numeri: con 17 gol in 55 presenze in Ligue 1 è stato il miglior marcatore del PSG nel periodo, davanti ad Aloísio, fermo a 14 reti in 53 partite. Un primo segnale di ciò che sarebbe arrivato negli anni successivi: Ronaldinho non era soltanto spettacolo e fantasia, ma anche produzione offensiva.
BARCELLONA, IL PERIODO D’ORO: GOL E ASSIST

Il salto di qualità definitivo è arrivato con il Barcellona. Nelle cinque stagioni di Liga dal 2003/04 al 2007/08, Ronaldinho ha segnato 69 gol in 145 partite, secondo miglior marcatore di un singolo club nel periodo, alle spalle soltanto del compagno Samuel Eto’o, autore di 77 reti in 108 gare. Ma la sua influenza non si limitava alla finalizzazione. Nello stesso arco temporale il brasiliano è stato l’unico giocatore capace di raggiungere almeno 60 gol e 30 assist in Liga: 69 reti e 34 passaggi vincenti. È la fotografia di un fantasista capace di incidere sia nell’ultimo gesto sia nella costruzione dell’azione, contribuendo alla fase offensiva in ogni sua forma.
MILAN, L’ULTIMO GRANDE CAPITOLO EUROPEO
Nel 2008 Ronaldinho è sbarcato in Serie A per vestire la maglia del Milan. La parentesi rossonera, terminata nel gennaio 2011, ha prodotto 20 gol e 22 assist in 76 partite di campionato: 42 partecipazioni alla rete, più di qualsiasi altro giocatore del Milan nello stesso periodo. Il dato più significativo riguarda però la sua capacità di creare per i compagni. Nel 2009/10 ha servito 14 assist in 36 presenze, il miglior dato in una singola stagione di Serie A per un giocatore del Milan da quando la rilevazione degli assist è disponibile, dal 2004/05. Nelle sue tre stagioni nel massimo campionato italiano, inoltre, Ronaldinho è stato uno dei soli tre giocatori capaci di raggiungere almeno 20 gol e 20 assist, insieme ad Antonio Cassano ed Ezequiel Lavezzi. Tra i tre, però, è quello ad averlo fatto in meno partite.
IL BRASILE, IL MONDIALE E UN PALMARES DA CAMPIONE

La grandezza di Ronaldinho si misura anche con la Nazionale. Tra il 1999 e il 2013 ha collezionato 97 presenze con il Brasile, segnando 33 gol. Il momento più alto è arrivato al Mondiale 2002, vinto dai verdeoro: Ronaldinho ha segnato due reti, una nella fase a gironi contro la Cina e una, decisiva, nei quarti di finale contro l’Inghilterra. A quel titolo si aggiungono la Copa América 1999 e la Confederations Cup 2005, mentre a livello di club il suo palmares comprende la Champions League 2005/06 e due campionati spagnoli con il Barcellona, oltre alla Supercoppa spagnola. Ha vinto anche la Serie A 2010/11 con il Milan e, dopo il ritorno in Brasile, la Copa Libertadores 2012/13 e la Recopa Sudamericana 2014 con l’Atlético Mineiro. Ora il prossimo traguardo è personale ma perfettamente coerente con la sua storia: arrivare a 300 gol complessivi. I 266 realizzati con i club, sommati ai 33 con il Brasile, lo portano a 299. Ne manca uno soltanto.







