Ronaldo e Yamal: sfida senza padrone tra maestro e allievo
Era il duello tra il vecchio e il nuovo, tra chi ha scritto la storia e chi sta iniziando a scriverla. Cristiano Ronaldo contro Lamine Yamal rappresenta il passaggio di consegne tra due generazioni: l’ultimo Mondiale per il 7 portoghese, il primo per il giovanissimo spagnolo. Eppure, Spagna-Portogallo non è stato il teatro della miglior esibizione per i due protagonisti più attesi: isolato e mai incisivo Cristiano, opaco e poco brillante Lamine. Il talento catalano avrà tempo e modo di rifarsi, si chiude amaramente, invece, la sesta e ultima Coppa del Mondo dell’asso portoghese.
Ronaldo vs Yamal: il confronto

Sognava un epilogo diverso Cristiano Ronaldo per congedarsi dal Mondiale. Il portoghese è rimasto in campo per tutti i 90 minuti nella sfida persa allo scadere contro la Spagna senza mai lasciare il segno. Tre tiri verso la porta, di cui una staffilata da posizione decentrata e un tentativo in acrobazia, entrambi neutralizzati senza troppi patemi da Unai Simon, sono gli unici squilli di una prova opaca. Il portoghese, non solo per sue responsabilità, ha faticato a entrare nel vivo del gioco, giocando complessivamente solo 19 palloni.
Non ha brillato nemmeno l’astro nascente del calcio spagnolo. Più coinvolto nella manovra, il quasi 19enne Yamal ha giocato 61 palloni e intrapreso 21 duelli (più di chiunque altro) vincendone 10. El Niño Prodigio è stato tuttavia anestetizzato dalla superlativa prova di Nuno Mendes che, nei 56 minuti in cui è rimasto in campo prima di dare forfait, ha limitato efficacemente l’esterno delle Furie Rosse. Per Yamal due tiri nello specchio: il primo, al culmine di una ripartenza, respinto in tuffo da Diogo Costa, e il secondo direttamente su calcio di punizione, con l’estremo difensore portoghese che anche in questo caso non si è fatto sorprendere. Da contraltare, ci sono anche le 19 palle perse e nessun passaggio chiave o occasione creata. Insomma, lo scontro generazionale è finito senza vincitori: i due uomini più attesi hanno lasciato ad altri il ruolo di protagonisti.
Spagna, la strada verso la finale
Tra Yamal e Ronaldo, l’eroe di Dallas è stato Merino. Appena entrato, ha capitalizzato lo splendido assist di Ferran Torres regalando alle Furie Rosse l’accesso ai quarti di finale. Nella storia dei Mondiali, è la terza volta che due subentrati della Spagna confezionano un gol, dopo Enrique Saura Gil contro la Jugoslavia nel 1982 su assist di Quini, e Juan Mata contro l’Australia nel 2014 su suggerimento di Fàbregas.
Dove può arrivare allora la squadra di De La Fuente? Sulla carta, parte favorita contro il Belgio e, in caso di passaggio del turno, il vero scoglio è rappresentato dalla Francia, se i Blues si imporranno a loro volta sul Marocco.
La Roja presenta numeri particolarmente positivi a livello di solidità: dopo il successo sul Portogallo, è infatti diventata la prima nazionale nella storia della Coppa del Mondo a mantenere la porta inviolata per sei partite consecutive. Inoltre, la striscia di imbattibilità, considerando tutte le competizioni, è arrivata a quota 35 (26V, 9N), eguagliando il proprio precedente record raggiunto tra febbraio 2007 e giugno 2009.
Anche contro i lusitani, la Spagna ha disputato una gara tatticamente ordinata, pur faticando a scardinare la retroguardia avversaria e trovando il guizzo decisivo solo nel recupero. Quello di Mikel Merino (a segno 5 minuti e 24 secondi dopo il suo ingresso in campo) è il terzo gol segnato dalla Spagna sul punteggio di 0-0 dal 90° minuto di gioco in poi ai Mondiali.
Se, dietro, la coppia formata da Cubarsi e Laporte sta garantendo ermeticità e compattezza, davanti l’uomo in più fino a questo momento è stato Mikel Oyarzabal, autore di 4 gol e un assist nelle 8 reti messe a segno dagli spagnoli in questa Coppa del Mondo. Adesso l’attesa è tutta per Lamine Yamal, autore fin qui solo del gol che ha sbloccato la sfida contro l’Arabia Saudita nella fase a gironi. Sarà lui l’uomo in più della Spagna nello sprint finale?







