Schwazer ancora positivo all’epo: “Io innocente, ma non mi difenderò più”
L’atleta azzurro parla della positività al doping: è la terza volta in carriera
Nel corso della sua carriera, Alex Schwazer ha dovuto più volte combattere l’incubo del doping. Che, però, si ripresenta per la terza volta, a 41 anni: l’atleta è stato trovato positivo all’epo. Stavolta, però, non combatterà, come annunciato in una conferenza su Zoom.
Schwazer: “Mai assunto epo, non mi difenderò: non ho più le forze”

Queste le sue parole: “Venerdì mattina ho ricevuto una mail in cui incredibilmente si parla di una mia positività all’Epo. Io sono innocente, non ho assunto Epo e non ho assunto altre sostanze vietate. Allo stesso tempo dico che questa volta non mi difenderò più. Non ho più la forza e l’energia di farlo. Se ripenso agli anni dopo Rio, a tutte le battaglie che abbiamo fatto con udienze, perizie, memorie, ricorsi, controricorsi, al pensiero di dover affrontare un percorso di questo tipo, io non ce la faccio più. Possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. Ho 41 anni, una bella famiglia e una mia vita, un lavoro che nulla ha a che fare con lo sport. Non voglio rovinare tutto. Non mi difenderò più, l’unica cosa che chiederemo sarà una controanalisi, a patto che venga analizzato anche un campione di urina che Sandro ha portato a casa. Non stateci male, probabilmente io nello sport non posso più starci, ma ho la coscienza ok. Quindi non siate tristi”.

E ancora: “Posso solo dire che non ho assunto Epo, non so come è finita nella provetta. Non lo voglio nemmeno sapere, non siamo a 10 anni fa quando i miei giorni giravano intorno a queste domande. Altrimenti mi rovino. Sono un innocente e le altre cose non mi interessano”. E ancora: “La terza provetta non esiste di solito. Tu delle provette A e B non vedi più nulla, ma delle urine c’era del residuo e abbiamo chiesto di tenerla e ce l’hanno concessa. Del sangue invece non è stato concesso”.




