Serie A, i 5 gol da più lontano degli ultimi cinque anni: da Biraghi a Dimarco
Dalla punizione da quasi 58 metri del terzino della Fiorentina al colpo di genio di Koopmeiners: cinque prodezze nelle ultime cinque stagioni di Serie A.
In Serie A segnare da oltre 30 metri resta un evento raro, ma negli ultimi cinque anni il campionato ha regalato alcune conclusioni destinate a restare nella storia del torneo. Considerando le reti realizzate dal 2022/23, la top 5 comprende cinque gol arrivati dalla propria metà campo o da zone vicinissime alla linea mediana. A guidare la classifica è Cristiano Biraghi, seguito da Federico Dimarco, Teun Koopmeiners, Ché Adams e Aarón Martín.
Cristiano Biraghi, una punizione da 57.91 metri

Il record del periodo appartiene a Cristiano Biraghi. Il 27 febbraio 2023, al Bentegodi, la Fiorentina era avanti 2-0 sul Verona quando, all’89’, il terzino viola calciò a sorpresa una punizione dalla propria metà campo mentre gli avversari erano distratti. Il mancino prese una traiettoria altissima e scavalcò Lorenzo Montipò, molto lontano dalla porta. La distanza misurata è di 57.91 metri: una rete che fissò definitivamente il risultato sullo 0-3, con le proteste dei giocatori di casa che non cambiarono l’esito della prodezza dell’allora capitano viola. Biraghi non trovò quindi la porta da quasi 58 metri su azione, ma direttamente da fermo.
Federico Dimarco, il sinistro da 54.89 metri

Il secondo posto è di Federico Dimarco, protagonista il 12 novembre 2023 di uno dei gol più spettacolari della sua carriera. Contro il Frosinone, a San Siro, l’esterno raccolse il pallone sulla fascia sinistra e, vedendo Stefano Turati fuori dai pali, cercò direttamente la porta con il mancino. Il pallone disegnò una parabola perfetta, terminando in rete e sbloccando una gara poi vinta 2-0 dall’Inter. La distanza in quel caso fu di 54.89 metri. Una soluzione nata quasi d’istinto e da posizione defilata, qualche metro dopo la metà campo, premiata anche dalla Lega Serie A come gol più bello del mese di novembre.
Teun Koopmeiners, il capolavoro da 50.21 metri
Sul terzo gradino del podio c’è Teun Koopmeiners, che il 4 giugno 2023 trasformò Atalanta-Monza in una serata personale indimenticabile. L’olandese segnò tre gol nel 5-2 del Gewiss Stadium, ma il più spettacolare arrivò al 34′: rinvio impreciso di Michele Di Gregorio, con Mario Pasalic che di testa trova l’olandese sulla sinistra della metà campo. L’allora centrocampista della Dea alzò dunque la testa e, vedendo il portiere avversario fuori dai pali, provò una conclusione da una distanza siderale. La parabola nata dal suo mancino superò Di Gregorio e finì direttamente in rete, partendo da una distanza di 50.21 metri, un gol che su un comparatore quote si trova spesso tra i precedenti citati quando si parla di marcature da fuori area.
Ché Adams, un pallonetto da 48.80 metri
Il 13 dicembre 2024 è toccato a Ché Adams entrare nella storia del Torino e della Serie A. Il risultato della trasferta contro l’Empoli era ferma sullo 0-0 quando, al 70’, lo scozzese vide Devis Vasquez fuori dai pali e, quasi dalla linea di centrocampo, scagliò un pallonetto con il destro. Il portiere tentò inutilmente di recuperare la posizione, mentre il pallone terminò in rete per lo 0-1 definitivo. La distanza in questo caso era di 48.80 metri, la più lontana del campionato 2024/25. Un gol pesantissimo anche per il risultato, perché permise al Torino di tornare al successo dopo quasi 50 giorni.
Aarón Martín, il gollonzo da 47 metri
Chiude la top 5 Aarón Martín, protagonista di uno dei gol più curiosi della lista. Il 22 novembre 2025, in Cagliari-Genoa, lo spagnolo cercò un cross su punizione dalla distanza. La traiettoria prese però una piega imprevedibile, rimbalzando al centro dell’area e sorprendendo Elia Caprile, superandolo e terminando in rete per il definitivo 3-3. In questo caso la distanza registrata è di 47 metri, rendendo quella marcatura la più lontana della Serie A 2025/26 e la più distante mai realizzata da un giocatore del Genoa dall’introduzione del campionato a 20 squadre. Meno spettacolare per intenzione rispetto alle altre quattro, ma altrettanto singolare per la distanza dalla porta avversaria.






