Sinner ritrova Djokovic: un’altra sfida per difendere il trono di Wimbledon
Il numero uno del mondo non ha ancora mostrato il suo miglior tennis, ma è bastato per tornare tra i migliori quattro. Ora lo attende Djokovic, nell’ennesimo capitolo di una rivalità che promette spettacolo.
Dopo aver difeso il titolo fino alle semifinali, Jannik Sinner si prepara al test più impegnativo del suo Wimbledon. Sul Centrale lo attende Novak Djokovic, in una sfida che vale un posto in finale e che rappresenta ormai uno dei grandi classici del tennis contemporaneo. L’altoatesino arriva tra i migliori quattro del torneo senza aver espresso il suo miglior tennis, ma con la solidità tipica dei campioni: anche quando il gioco non è brillante, i risultati continuano ad arrivare.
Un percorso convincente nel risultato, meno nella prestazione
Il cammino di Sinner è stato caratterizzato da due volti. L’esordio contro Miomir Kecmanovic è stato il passaggio più complicato, risolto soltanto al quinto set dopo una prestazione sofferta. Da quel momento, però, il numero uno del mondo ha cambiato marcia almeno dal punto di vista del risultato, superando in tre set Nuno Borges, Jenson Brooksby, Shintaro Mochizuki e Jan-Lennard Struff fino ai quarti di finale.
Le prestazioni, tuttavia, hanno lasciato sensazioni contrastanti. Il servizio ha rappresentato il fondamentale più affidabile del suo torneo, spesso decisivo nei momenti delicati, mentre negli scambi prolungati Sinner non ha mostrato la consueta continuità e brillantezza. Un dato fotografa bene questa edizione londinese: i 74 game concessi rappresentano il suo bottino più alto nel percorso verso una semifinale Slam. La notizia migliore, però, è un’altra: pur senza raggiungere il suo livello migliore, l’azzurro ha perso soltanto due set e si è comunque guadagnato un posto tra i migliori quattro.
Numeri da dominatore del circuito
Al di là delle sensazioni, i numeri continuano a certificare la straordinaria continuità di Sinner. Il successo contro Struff gli ha regalato la decima semifinale Slam della carriera, diventando il quarto giocatore in attività a raggiungere questo traguardo dopo Novak Djokovic, Alexander Zverev e Carlos Alcaraz. Prima dei 25 anni, nel XXI secolo, soltanto Roger Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz erano riusciti a toccare quota dieci semifinali Major.
Il numero uno del mondo ha inoltre raggiunto la semifinale in nove degli ultimi undici Slam disputati, confermandosi il punto di riferimento del circuito insieme ai suoi principali rivali. Nel 2026 nessuno ha fatto meglio: 42 vittorie e appena tre sconfitte, pari a una percentuale di successi del 93.3%, la migliore dell’intero circuito ATP. Contro Struff è arrivata anche la 95ª vittoria da numero uno del ranking, superando Stefan Edberg nella classifica all-time, mentre la sua percentuale di successi da leader mondiale (91.3%) è seconda soltanto a quella di Björn Borg nell’era della classifica ATP.
Djokovic, il banco di prova definitivo

Ora, però, arriva l’esame più difficile. Djokovic ha vinto l’ultimo confronto, nella semifinale degli Australian Open di quest’anno, ma Sinner resta avanti 6-5 nei precedenti ATP ed è l’unico giocatore, tra i 36 che hanno affrontato il serbo almeno dieci volte, ad avere un bilancio positivo contro di lui. La semifinale di Wimbledon sarà anche la seconda consecutiva tra i due sull’erba londinese, un evento riuscito negli ultimi vent’anni soltanto alle rivalità Murray-Nadal e Alcaraz-Medvedev. Per Sinner c’è l’occasione di raggiungere la seconda finale consecutiva ai Championships dopo il titolo conquistato lo scorso anno, diventando il primo numero uno del mondo a riuscirci dai tempi dello stesso Djokovic (2019-2021). Per riuscirci servirà probabilmente una versione più convincente rispetto a quella vista nelle prime cinque partite. Ma il fatto di essere arrivato fin qui senza aver ancora espresso il suo miglior tennis potrebbe essere, paradossalmente, la migliore notizia in vista della sfida che vale la finale.







