Tour de France, Tappa 15: sul Plateau de Solaison può saltare il banco
Domenica 19 luglio il Tour de France entra in una delle sue giornate più dense: 183,9 km da Champagnole al Plateau de Solaison, tappa di montagna con 3.950 metri di dislivello e arrivo in salita Hors Catégorie. Non è solo una frazione dura: è il classico terreno in cui la classifica generale può cambiare volto.
COME ARRIVANO I FAVORITI
Il punto su Tadej Pogacar
Al primo giorno di riposo, dopo la nona tappa, Pogacar è ancora il riferimento assoluto: maglia gialla con 2’42” su Jonas Vingegaard, 3’27” su Isaac Del Toro, 3’30” su Remco Evenepoel e 3’34” su Juan Ayuso. Il colpo sul Tourmalet, dove ha ripreso la leadership e scavato un solco importante, ha già dato una direzione alla corsa. UAE Team Emirates-XRG ha anche il vantaggio tattico di Del Toro in terza posizione: significa poter controllare, ma anche muovere la corsa senza esporre sempre il capitano. Per Pogacar, Solaison è una salita ideale: ripida, lunga il giusto e con bonus all’arrivo.

Il punto su Vingegaard e gli altri rivali
Vingegaard arriva alla settimana alpina con un margine da recuperare e una necessità chiara: non potrà limitarsi a seguire. Visma-Lease a Bike dovrà provare a isolare Pogacar prima dell’ultima ascesa, magari usando la sequenza Croisette-Côte du Mont per alzare il ritmo. Evenepoel resta un nome da seguire con attenzione. Sulle salite più dure dovrà cercare di non perdere troppo terreno da Pogacar e Vingegaard, gestendo bene le energie in vista della cronometro del 21 luglio, dove può tornare a guadagnare secondi. Dietro ai grandi favoriti, la tappa può diventare un’occasione importante anche per Ayuso, Seixas, Lipowitz, Lenny Martinez e Skjelmose: alcuni correranno per il podio o per la top 5, altri potrebbero provare ad anticipare i big e cercare il successo di giornata.
TRACCIATO, UOMINI CHIAVE E PREVIEW
La tappa parte con una salita dolce e può favorire una fuga già dai primi chilometri. Il primo GPM è la Côte des Rousses, 6,6 km al 5,1%, dopo 36,8 km: non farà selezione tra i big, ma può decidere la composizione della fuga. Il cuore della corsa arriva più avanti: Le Salève-Col de la Croisette, 4,7 km all’11,2%, è un tratto breve ma durissimo; subito dopo, la Côte du Mont, 2,1 km all’8,3%, può spezzare definitivamente il gruppo.
Poi il finale: Plateau de Solaison, 11,3 km al 9%. È una salita da scalatori puri, lunga e molto ripida, con tratti oltre il 10% di pendenza. Su una strada così dura sarà complicato nascondersi dietro agli altri: faranno la differenza le energie rimaste, il supporto della squadra e la capacità dei favoriti di accelerare nei momenti decisivi. Per la fuga, profili come Thymen Arensman, Lenny Martinez, Sepp Kuss e Richard Carapaz sono molto credibili; tra gli uomini di classifica, invece, Pogacar e Vingegaard restano i riferimenti, con Del Toro ed Evenepoel come outsider di lusso. Anche gli abbuoni possono avere un peso. Come in molte tappe del Tour, i primi tre all’arrivo riceveranno rispettivamente 10, 6 e 4 secondi di vantaggio in classifica generale. Su una salita così selettiva non saranno l’aspetto decisivo da soli, ma possono diventare importanti se sommati ai distacchi reali tra i favoriti.
IL PRONOSTICO
La chiave sarà il vantaggio concesso alla fuga. Se il gruppo lascia spazio, può vincere uno scalatore fuori classifica come Arensman, Carapaz o Martinez. Se invece UAE e Visma tengono la corsa chiusa, il pronostico va nuovamente su Pogacar: fin qui ha mostrato più margine, più brillantezza nei finali duri e una squadra con più opzioni, come dimostrato sul Col du Tourmalet nel corso della Sesta Tappa, quella di giovedì 9 luglio, da Pau a Gavarnie-Gèdre. La nostra previsione: fuga pericolosa fino ai piedi del Solaison, poi selezione tra i big e Pogacar favorito per il successo o, almeno, per guadagnare altri secondi su Vingegaard.




