IL DERBY È DEL MILAN: SCONFITTA L’INTER 2-1, SORPRESA A SAN SIRO
Un derby che sulla carta doveva essere assolutamente sbilanciato e portare all’esonero di Paulo Fonseca, ampiamente sulla graticola, è stato di segno diametralmente opposto. Il Milan ha resistito contro l’Inter nel primo tempo, dopo il vantaggio e il pari di Federico Dimarco, ed ha dominato nella ripresa. I rossoneri hanno poi vinto 2-1 grazie alla rete di Gabbia, interrompendo una serie di sei ko.
Le quattro punte e la forza delle idee: così Fonseca ha vinto il derby
La sua sembrava una mossa suicida e disperata, vista anche la situazione precaria di una panchina già rovente dopo quattro turni. Paulo Fonseca ha invece azzeccato alla perfezione la soluzione tattica che ha mandato in tilt l’Inter. Il tecnico ha giocato il derby decisivo con un offensivo 4-2-4: Pulisic e Leao esterni, Morata-Abraham davanti. Proprio l’inglese è stato arma decisiva, mentre Capitan America ha siglato il vantaggio.
Le percussioni centrali del Milan hanno bucato regolarmente l’imperfetta difesa dell’Inter, che ha reagito sull’asse Lautaro-Dimarco trovando l’1-1, ma nella ripresa è stata poca cosa. Mentalmente fuori fuoco in Serie A e in serissima difficoltà fisica, la squadra nerazzurra ha poi incassato il 2-1 di Gabbia su azione da calcio piazzato e ha rischiato grosso: nel recupero c’era solo il Milan, che ha sfiorato il tris. Apoteosi e trionfo per Fonseca.
Inter a –7 rispetto alla seconda stella, il Milan la aggancia: è crisi in Serie A?
Nessuno si sarebbe aspettato quest’avvio di campionato da parte dell’Inter, così come nessuno si sarebbe aspettato un ko così roboante dopo aver dominato per larghi tratti contro il Manchester City. Dopo i campanelli d’allarme contro Genoa e Monza, i nerazzurri hanno fornito una prestazione-shock proprio nel derby, interrompendo la striscia di sei vittorie consecutive. Mai in gara nei primi 20-25', si sono risvegliati per poi affondare nella ripresa.
Inzaghi ha provato a dare la scossa cambiando tutto il centrocampo (mai visto), ma ha anche peccato di eccessivo decisionismo: non hanno convinto le uscite dal campo di Bastoni e Calhanoglu così come i mancati cambi in attacco, dove Thuram non è mai stato in gara. L’insieme ha generato una prestazione e un risultato da dimenticare. Ora l’Inter si trova a 8 punti, dietro Napoli (10) e Juventus (9) ed a –3 dal Torino capolista. Sono sette i punti in meno dell’anno scorso e il dato preoccupa, così come preoccupano i continui cali di tensione in Serie A. Urge una svolta, e chissà che questo ko non sia decisivo per ottenerla.









